lunedì 19 ottobre 2026

Ma si può tacere?

La domanda è: fino a quanto si può tacere davanti ad autorità che disprezzano la vita umana? Credo che non lo si possa fare davanti a schifezze come quelle che stanno imputridendo la nostra democrazia e la nostra Repubblica sotto la spinta di un governo che sempre più spesso getta via la maschera di rispettabilità che si era imposta. Ma la cosa più grave è che alcune istituzioni, che ritenevamo al di sopra delle parti politiche, stanno collaborando – volontariamente od obtorto collo, non importa – alle angherie contro i più deboli.
L’ultima oscenità arriva da Trieste dove la questura ha vietato alle associazioni umanitarie, durante i fine settimana, l’accesso a piazza della Libertà, davanti alla stazione ferroviaria che da anni è punto di raccolta e di aiuto per i migranti che arrivano dalla rotta balcanica e che lo Stato non si sogna di aiutare.
Ebbene il provvedimento preso dalla questura vuole impedire ai volontari di distribuire cibo, vestiti, beni di prima necessità, assistenza legale e cure mediche ai migranti il sabato e la domenica. Secondo le denunce dei volontari delle reti coinvolte dal divieto, la restrizione sarebbe stata motivata dalle autorità per evitare che le attività di aiuto “disturbino” il decoro cittadino e le attività di svago del fine settimana. Le parole della questura fanno riferimento alla «necessità di prevenire ogni eventuale turbativa dell’ordine e della sicurezza pubblica al fine di garantire il regolare svolgimento delle attività di socialità, intrattenimento, svago, di libera circolazione e delle iniziative economiche che interessano capillarmente questo centro cittadino».
L'assessore regionale alla Sicurezza Pierpaolo Roberti ha difeso le disposizioni, dichiarando che le attività di assembramento, cucina e distribuzione di cibo in uno spazio pubblico vanno inquadrate come manifestazioni soggette a regole e decoro urbano.
Con questa indegna giustificazione appare chiaro che il problema del “disturbo” può non riguardare soltanto i migranti, ma coinvolge anche i poveri, gli homeless, gli ultimi, coloro che si sognano di protestare e che sono già minacciati dai “decreti sicurezza” ai quali interessa ben poco di tutti i cittadini ma soltanto di coloro che credono di aver diritto di non essere “disturbati”, magari soltanto dalla vista di persone che possono rovinare, facendo baluginare una qualche tristezza, la smania di divertirsi. A essere minacciati non sono solo i migranti, ma tutti noi, tutti quelli – e sono sempre di più – che hanno e avranno la sfortuna di diventare poveri.
Che in chi si oppone a questo governo ci siano grandi contraddizioni e difetti è fuor di dubbio, ma la prima necessità, almeno per me, è far uscire dalle stanze dei bottoni quelli che in questo momento li possono premere. Ricordate come nel CLN idee profondamente diverse si sono riunite per sconfiggere i nazifascisti? Ebbene, la situazione oggi non è molto diversa.